Quello che un Comune può fare davvero sulla sicurezza urbana

La sicurezza urbana è un tema troppo serio per essere ridotto a una sequenza di episodi di cronaca o a una contrapposizione ideologica da secolo scorso. Proviamo a ragionare nel merito ?

Qualche settimana fa ho scritto un post sulla sicurezza. Ho fatto domande. Ho provato a distinguere le competenze, senza avere le certezze e le competenze di taluni. Ho chiesto alle opposizioni che si indignavano e scrivevano comunicati stampa se avessero, in questi anni, portato qualche proposta in Consiglio comunale. Ma nulla. Troppo faticoso discutere e confrontarsi nel merito.

Certo non sono nessuno per “pretendere” chissà quale attenzione, figurarsi una risposta. Ma un po’ ci speravo e, devo essere sincero, ci spero ancora.

La sicurezza è un tema serio. Troppo serio per essere ridotto a una sequenza di episodi di cronaca, per quanto reali e gravi. Troppo attuale per essere usato come combustibile per la polemica del giorno. Troppo complesso per essere ridotto a una contrapposizione ideologica da secolo scorso.

Nocera ha bisogno di una discussione e di un confronto che sia all’altezza della città. Io ci provo. Chi vuole ragionare nel merito è il benvenuto. Chi vuole strumentalizzare e fare un po’ di polemica per farsi notare, continuasse a scrollare ed evitasse di leggere i miei lunghi e “inutili” articoli.

Veniamo a noi. Spero converrete che la sicurezza, quella vera — furti, aggressioni, crimini — dipende dallo Stato. Dal Prefetto, dal Questore, dalle Forze dell’ordine. E che un Comune non ha i poteri per cambiarla da solo. Può collaborare, può sollecitare, può costruire sinergie istituzionali serie. Qualcosa, in questa direzione, a Nocera è già stato fatto: il Patto per la Sicurezza Urbana con la Prefettura di Salerno, il sistema integrato di videosorveglianza collegato in tempo reale ai Carabinieri e alla Questura. Il Reparto Territoriale Carabinieri al centro della città, progettato, realizzato e inaugurato dalle ultime tre amministrazioni (la famosa continuità amministrativa). Strumenti concreti, non annunci.

Cosa dovrebbe e potrebbe fare un Comune?

Sì, un Comune. Perché i problemi sono uguali ovunque, e Nocera Inferiore è oggettivamente tra quelli meno problematici dell’intera regione. Nonostante più di qualcuno sembri augurarsi il contrario.

Completare la rete di videosorveglianza. Le telecamere esistono, ma la copertura non è uniforme. Periferie, strade secondarie, aree di maggiore degrado restano fuori. Un piano serio, quartiere per quartiere, con priorità alle periferie è realizzabile in poco tempo.

Riformare i turni della polizia municipale. A Nocera il corpo lavora quasi esclusivamente di giorno, nei giorni feriali. I turni serali sono l’eccezione. In molte città si sono introdotti turni mirati, concentrati negli orari e nei luoghi a maggiore criticità. Costa, ma si pianifica. E produce risultati visibili, non virtuali.

I presidi sociali. Il punto che mi sta più a cuore, perché ci ho dedicato un bel pezzo di vita. Le città che hanno davvero ridotto l’insicurezza, non solo quella percepita, non lo hanno fatto solo con le telecamere, i vigili o la repressione. Lo hanno fatto tenendo aperti i centri giovanili, sostenendo le associazioni sportive nei quartieri difficili, mettendo la scuola al centro delle politiche di prevenzione.
La sicurezza che dura è quella che nasce da una città viva. Non da una città che ha paura.

So che questo può sembrare lontano da alcuni fatti di cronaca. Non lo è. Quei fatti accadono in un contesto. E il contesto si costruisce con le scelte politiche di lungo periodo.

Distinguere i piani e confrontarsi nel merito non è un alibi. È il presupposto per fare le cose giuste per la città, invece di fare le cose che sembrano giuste per una parte.

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