Una coalizione senza candidato, un civismo rinnegato ma riesumato, e un segreto di Pulcinella che a Nocera Inferiore ormai conoscono tutti.
A Nocera Inferiore, a dieci mesi dalle elezioni e al netto di interviste, post quotidiani e iniziative estemporanee, non c’è una coalizione di centrodestra alternativa all’attuale amministrazione. Il candidato “coperto” di Fratelli d’Italia, annunciato in pompa magna qualche mese fa, era solo una mossa tattica per portare allo “scoperto” Forza Italia. Ma non mi sembra sia servito a molto. Ergo, un candidato non ce l’hanno, per l’ennesima volta.
Non si capisce (ma sarà un mio limite) se il partito della Meloni, che pure può vantare in città viceministri e sottosegretari, esista davvero o sia solo la sommatoria virtuale di post, comunicati stampa e di qualche interrogazione parlamentare bomba che, come già capitato, farà fetecchia.
Nel frattempo il civismo, quello che ha dato origine alle amministrazioni del 2011 e del 2012, è stato dichiarato, motu proprio, superato. Ma, ciò nonostante, notiamo un ricorso massiccio a tutti gli arnesi e a tutta la retorica che di quel “civismo” e di quella stagione sono stati la cifra, forse l’unica, ahimè, che li ha caratterizzati.
Nel 2017 di civismo ce n’era ben poco. C’era una coalizione politica di centrosinistra. Al netto dell’eccelsa ma vuota retorica della convenienza del momento, i fatti (sì, i fatti) hanno detto altro, come altro potrebbero dire i tanti che in quella “alleanza” politica, e non solo, hanno creduto, dando la propria adesione e il proprio contributo. Tanti che oggi, da questo revisionismo “utilitaristico”, si sentono offesi prima che delusi. Ma questa è un’altra storia, sulla quale pure abbiamo scritto e, inevitabilmente, torneremo a scrivere.
La politica nei partiti di massa, quelli che democratici e popolari lo erano davvero, non aveva bisogno di colori ma di esempi di coerenza, di onestà intellettuale e, soprattutto, di serietà. Di politica, purtroppo, ne vediamo bene poca, al netto di fotoromanzi, post, comunicati stampa e iniziative estemporanee quanto incomprensibili. Di partiti nemmeno l’ombra, al netto di alcuni movimenti che, dopo un’autonoma e lodevole iniziativa politico civica, si sono fatti cooptare, anche loro, dalla terza internazionale del rancore. Nella quale sono ben posizionati e animatori instancabili quelli che hanno sempre detto male di tutto e di tutti, senza mai dare conto delle proprie azioni e della propria triste “carriera” di amministratori.
Messi da parte i sostantivi politici di cui sopra, restano gli egocentrismi, o meglio, gli egocentrini. Per quanto possano essere raffinati, merlettati, di tessuto pregiato, restano sempre insufficienti per coprire il tavolo di un’offerta politica seria e alternativa di centrodestra. Sì, di centrodestra, anzi di destracentro, perché mi sembra abbastanza palese sia questo il segreto di Pulcinella che si sta mettendo in scena. Pur se costellato di sé, ma, però, di questo parliamo.
Di una coalizione di destracentro che non ha un candidato (che novità) e dovrà cercare di convincere chi, negli ultimi trent’anni, ha sempre avversato, combattuto ma mai sconfitto (chissà perché). Magari proveranno, riuscendoci, con argomenti validi e novembrini. Il tempo, come al solito, si incaricherà di scrivere meglio e più di noi.
Vedremo quanti, iscritti o meno alla terza internazionale del rancore, troveranno le “ragioni” per sostenere l’insostenibile. Non gli auguriamo, tuttavia, di provare la stessa delusione dei tanti a cui prima facevo riferimento e di cui, con ragione ma con generosa buonafede, faccio parte.
Anche, ma non solo, per questo, ci vedrete… in campo.



