Te piace ‘o presepio ?

Sembrano molto più vicine le prossime elezioni amministrative (primavera del 2027) che il Natale mentre i nocerini, ancora disorientati dall’ultime regionali, vorrebbero ascoltare proposte e non le solite “canzoni”natalizie.

Non è passata nemmeno una settimana dalle ultime elezioni regionali, manco il tempo di confrontare qualche numero, di leggere un’analisi del voto seria (di provocatorie sono pieni i social) e fare qualche riflessione politica con amici e compagni, che siamo già ripiombati nell’ennesima campagna elettorale che, a quanto pare, “… si presenta come Dio comanda”.

Qualche giorno fa, invero, mi sono cimentato anche io in una “psicoanalisi” del voto, suscitando più di qualche critica; ma vabbè ci sono abituato, d’altronde, come diceva quel tipo di Efeso “Il carattere dell’uomo è il suo demone(destino)” ed il mio, modestamente, è quello che è. 😉
Per provare a recuperare e fare un’operazione simpatia, quando sarà il tempo, prometto che scriverò anch’io, come Tommasino, una bella lettera a babbo natale anche perché non sono molto bravo a recitare poesie.

Dicevamo di questo clima che è più pre-elettorale che pre-natalizio, prova ne sono la sovrapposizione di personaggi politici e personaggi del presepe, di luci e di balle di tutti i colori. Si vedono in giro (e si leggono), sempre più spesso, una serie di pastori con e senza gregge, una processione di re magi senza doni e alcuni bambinelli di zucchero. Io resto indeciso tra la lavandaia e la zingara, vi dirò più avanti.

Tutto questo mentre i “benini” nocerini, già disorientati da una campagna elettorale regionale povera di contenuti e ricca di “gozzate”, cercano una ragione valida per non andare a fare compagnia a quanti hanno deciso, ormai da tempo, di rinunciare al proprio diritto-dovere.

Invece di consumare energie inutili (oltre ai gomiti sui tavolini dei bar) ad imbastire trame, ad elaborare strategie e a tracciare perimetri e confini di coalizioni ispirate più alla III Internazionale del rancore che al neo-melonismo e al suo corpo di ballo, ci si dedichi, ciascuno per il proprio ruolo e per la propria funzione, a ricostruire e/o a rafforzare il proprio campo politico e non il giardino delle convenienze.

Uno dei pochi dati politici positivi che si ricava da queste ultime tornate elettorali è, a mio parere, il ritorno ad un bipolarismo più netto, meno “emotivo” e, si spera, più maturo.

Alle prossime amministrative ci sarà (o ci dovrebbe essere) da un lato il centro-destra, che qui da noi è sempre stato più centro che destra, (come certificano anche le ultime elezioni regionali) che, per la seconda volta dopo oltre 20 anni, si presenterà (o si dovrebbe presentare) intero ancorché unito. Al momento una leader c’è ed ha ricevuto una chiara investitura alle ultime elezioni regionali.

Dall’altro c’è e ci sarà la coalizione amministrativa e politica di centro sinistra, che sta progressivamente assumendo una forma più chiara e una consapevolezza incoraggiante ma che deve acquisire, come forze politiche più che come leadership, maggiore consistenza e autorevolezza politica. Anche in questo caso le ultime elezioni hanno certificato una centralità provinciale del PD e dei suoi alleati oltre ad una definitiva legittimazione politica del Sindaco non solo nell’Agro ma anche a livello regionale.

Nei prossimi anni, oltre a completare il lavoro amministrativo (che parte da lontano ed è patrimonio indivisibile), sarà necessario per il centro sinistra dare forma e sostanza a quel campo largo (io preferisco alleanza dei progressisti e dei riformisti) che al momento è ancora un cantiere. Sarà necessaria fatica, pazienza, generosità oltre ad un approccio necessariamente inclusivo e ostinatamente unitario.

Noi proveremo a fare la nostra parte con la chiarezza e la nettezza che ci appartengono ma sempre dalla stessa parte. Se ci verrà richiesto e se potrà essere utile, metteremo a disposizione quel poco di esperienza politica accumulata in questi anni e, se necessario, anche qualcosa in più.

Nel frattempo proveremo a dare il nostro contributo di idee e di elaborazione, cercando di spostare il dibattito dalle persone alle cose, dalle critiche alle proposte, dall’io al noi, dal passato al futuro.

Buon Natale … ops, buona domenica.

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