Il prezzo della remigrazione

Quanto costerebbe davvero la deportazione di 339 mila persone. Roberto Vannacci promette in televisione la “movimentazione coatta” di centinaia di migliaia di persone.

Abbiamo fatto, complice la mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali, quello che in uno studio televisivo non si fa mai: cercare i documenti ufficiali, dal decreto del Capo della Polizia ai bandi di Invitalia e mettere i numeri in fila uno dietro l’altro. Il risultato è una proposta che non regge né con la calcolatrice né con il diritto. E che costa, da sola, più di quanto costerebbe integrare.

C’è un trucco che in televisione funziona sempre. Si pronuncia una soluzione semplice a un problema complesso e si lascia che la parola faccia il lavoro al posto dei numeri. Nessuno, in diretta, tira fuori la calcolatrice. Così l’altro giorno, ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo, Roberto Vannacci ha potuto dire che gli irregolari vanno deportati, rivendicando perfino il verbo. La proposta sembra concreta. Non lo è. E si può dimostrare con i documenti del “suo stesso governo”.

Partiamo da chi andrebbe “movimentato”. La Fondazione ISMU, nel 31° Rapporto sulle migrazioni, stima al 1° gennaio 2025 circa 339 mila persone in condizione di irregolarità, su quasi 5,9 milioni di stranieri presenti in Italia. Quanto costa rimpatriarne una? Lo dice un decreto del Capo della Polizia del 21 maggio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale: 3.637,87 euro. Solo il viaggio, dunque, vale un miliardo e 230 milioni. Ma prima del viaggio c’è il trattenimento. Secondo il progetto Trattenuti di ActionAid e Università di Bari, la permanenza media nei CPR è di 36 giorni e un posto in quei centri costa quasi 33 mila euro l’anno. Fate voi la somma. Si supera abbondantemente la soglia dei due miliardi, senza contare identificazioni, ricorsi, scorte, pratiche consolari.

E qui arriva il punto che smonta tutto. I CPR italiani a fine 2024 erano 11, con una capienza ufficiale di 1.522 posti e appena 679 effettivamente disponibili.

Il Viminale rivendica 6.097 rimpatri nel 2025, il numero più alto degli ultimi anni (a Eurostat, peraltro, ne risultano 4.780). Prendiamo per buona la cifra del governo: a questo ritmo, per rimpatriare 339 mila persone servirebbero cinquantacinque anni.

Vannacci risponde che basta costruire “tanti CPR”. Bene. Il bando Invitalia per il nuovo centro di Castel Volturno vale 43,3 milioni di euro per 120 posti: 360 mila euro a posto letto. Decuplicare la capacità del sistema significherebbe miliardi di solo cemento, in cambio di strutture che già oggi rimpatriano meno della metà di chi vi transita.

Se si volessero “deportare” in tempi ragionevoli, facciamo 5 anni il calcolo è presto fatto.
Nel 2025 i 1.522 posti ufficiali hanno prodotto 6.097 rimpatri, cioè circa 4 rimpatri per posto all’anno; per farne 67.800 l’anno (339.000 diviso 5) servirebbero circa 15.400 posti in più, che al prezzo del bando di Castel Volturno (360.000 € a posto) fanno 5,5 miliardi di solo cemento, da sommare ai 2,3 miliardi di costi operativi già calcolati. Totale: circa 8 miliardi.

Resta il diritto, che non è un dettaglio. Senza accordi bilaterali non si rimpatria nessuno: la Tunisia, primo Paese per espulsioni, ha sospeso i voli charter da giugno 2025 e i numeri sono crollati. La remigrazione è semplice solo finché resta una parola detta in uno studio televisivo.

Allora la domanda vera è un’altra. Se deportare 339 mila persone costa miliardi, richiede mezzo secolo e viola accordi e convenzioni, mentre il lavoro straniero cresce del 4% l’anno e le imprese non trovano manodopera, chi propone la deportazione sta offrendo una soluzione o sta vendendo una paura?


Se avete voglia e tempo, vi allego un po’ di documenti.


Costo medio del rimpatrio 2025 (3.637,87 €), decreto del Capo della Polizia 21 maggio 2025, GU 20 gennaio 2026:

339 mila irregolari e 5,9 milioni di stranieri presenti (stima al 1/1/2025), Fondazione ISMU, 31° Rapporto sulle migrazioni (febbraio 2026):

CPR: 11 centri, 1.522 posti ufficiali, 679 effettivi, 36 giorni di permanenza media, ~33.000 €/anno per posto, progetto “Trattenuti”, ActionAid e Università di Bari:

Rimpatri: 5.414 nel 2024 e 6.097 nel 2025 (dato Viminale/DCIPF):

Discrepanza con Eurostat (4.780 rimpatri nel 2025), Il Fatto Quotidiano, 9 febbraio 2026:

CPR di Castel Volturno: bando Invitalia da 43,3 milioni per 120 posti (aprile 2026):

Sospensione dei charter verso la Tunisia da giugno 2025:

Crescita dell’occupazione straniera (+4% nel 2024, 11% dei lavoratori), dato ISMU ripreso da Il Fatto Quotidiano:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/26/rapporto-migrazioni-stranieri-italia-irregolari-oggi/8306027/

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