Meloni: «Lo spread oggi è sotto i 100 punti base: significa che i titoli di Stato italiani vengono considerati più sicuri dei titoli di Stato tedeschi»
Così Giorgia Meloni, durante il question time del 14 maggio alla Camera, ha tentato di esaltare i risultati economici del suo governo. E per farlo ha tirato fuori un classico: lo spread. In parole povere, lo spread è la differenza di rendimento tra i BTP italiani (titoli di Stato a 10 anni) e i Bund tedeschi, considerati tra i più solidi d’Europa.
La premier ha precisato che non ha mai visto lo spread come un “totem” dell’economia di una nazione. Ma ha anche affermato che «fotografa una valutazione dei mercati». E quindi, ha concluso: visto che oggi è sotto i 100 punti base, significa che i BTP sono ritenuti più sicuri dei Bund. Applausi.
Peccato che non sia così. Anzi, è proprio l’opposto.
Dov’è l’errore
Lo spread, per definizione, non dice se un titolo è sicuro o no in assoluto, ma quanto rendimento deve offrire in più rispetto a un altro, proprio perché è percepito come più rischioso.
Se lo spread scende, vuol dire che il rischio percepito diminuisce, ma non che scompare. E finché lo spread resta positivo – come oggi – significa che i titoli italiani continuano a essere considerati più rischiosi di quelli tedeschi. Punto.
Un po’ di numeri per capire meglio: quando il governo Meloni si è insediato (ottobre 2022), lo spread era a 233 punti base. Il 14 maggio 2025 è sceso sotto i 100. Ottimo risultato, certo. Ma non basta a ribaltare la gerarchia dei mercati.

Il motivo del calo? Non è solo merito del governo italiano. Gran parte della discesa dello spread si spiega con l’aumento del rendimento dei Bund tedeschi (oggi al 2,7%), più che con una drastica discesa dei rendimenti italiani (BTP al 3,7%).
Quindi: lo spread si riduce, ma resta positivo. Tradotto: i mercati continuano a chiedere un “premio” per prestare soldi all’Italia invece che alla Germania. Più sicuri, i BTP? Ancora no.
Il paradosso
Ironia della sorte: la stessa Meloni che oggi brandisce lo spread per vantare solidità, in passato lo definiva uno strumento poco affidabile, da non prendere troppo sul serio. Quando era all’opposizione, criticava chi lo usava per giudicare i governi. Oggi, invece…
La conclusione
Giorgia Meloni ha affermato che lo spread sotto i 100 punti base dimostra che i titoli italiani sono più sicuri di quelli tedeschi. Ma ha preso un granchio.
Lo spread fotografa una differenza di rendimento, non un certificato di affidabilità. Finché quella differenza esiste e resta positiva, i mercati continueranno a considerare l’Italia un po’ più rischiosa della Germania. Anche se – va detto – un po’ meno di ieri.




Una risposta
Ottimo intervento! Purtroppo la destra populista dimentica il passato velocemente, pur di infinocchiare gli italiani.