Bastoni e quell’esultanza che macchia una vittoria

Non è solo una caduta accentuata o un errore arbitrale: è l’immagine di un’esultanza sopra un avversario espulso che rischia di entrare tra gli episodi indimenticabili e meno nobili della storia del nostro calcio

Ci sono partite che si ricordano per un gol. Altre per una rimonta e poi ce ne sono alcune che restano nella memoria collettiva per un gesto brutto, antisportivo.

Quella tra Inter e Juventus rischia di essere ricordata così: per l’esultanza di Alessandro Bastoni dopo l’espulsione di Pierre Kalulu.

Non parliamo solo di una decisione arbitrale sbagliata. Gli errori fanno parte del gioco. Il problema è ciò che è venuto dopo. Bastoni prima cade, accentua il contatto, ottiene il secondo giallo per l’avversario. Poi si rialza e invece di allontanarsi, esplode.
Urla, stringe i pugni. Esulta alle spalle di Kalulu che ancora prova, inutilmente, a discolparsi con l’arbitro.

È quell’immagine a colpire, è quella fotografia che resta. E che ricorderà questo campionato.

Non è giustificabile con l’adrenalina e nemmeno con la tensione del big match. L’esultanza appare sincera e convinta, è la consapevolezza di aver “portato a casa” un’espulsione e quindi la si celebra esultando come un goal. Un gesto che va oltre la furbizia, che sfiora la provocazione. Che sa di mancanza di stile e di poca sportività-

Nel calcio italiano abbiamo un archivio infinito di episodi controversi. Gol fantasma, rigori discussi, sviste clamorose. Momenti che sono diventati iconici, ciascuna tifoseria potrebbe citarne a memoria una decina in pochi secondi.
Questa scena, questa foto si aggiunge alla lista, alla testa della lista, non per la dinamica tecnica ma per la carica simbolica.

Perché quando un calciatore del suo livello, uomo della Nazionale, sceglie di esultare così, manda un messaggio. E quel messaggio non parla di talento o leadership. Parla di opportunismo e di antisportività

E se l’arbitro avesse visto diversamente l’azione? Se avesse punito la simulazione? Il secondo giallo sarebbe potuto arrivare proprio a Bastoni. Il confine tra furbizia e autogol morale è sottilissimo.

Le vittorie passano, i tre punti finiscono negli archivi, le immagini restano.

E quella di Bastoni che esulta mentre l’avversario viene espulso è destinata a rimanere. Non tra i momenti epici. Ma tra quelli che fanno discutere per anni.

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