Tre scuole nuove costruite da zero. E qualcuno non trova di meglio da fare che rilanciare l’ennesima, stucchevole e patetica polemica politica. Nocera ha bisogno di un’opposizione seria e matura, che controlli, che verifichi, che proponga alternative credibili. Non di una che sembra quasi dispiacersi quando arrivano le scuole nuove, finanziate con i soldi di tutti gli italiani e che saranno frequentate dai figli di tutti i nocerini.
La sedicente destra nocerina continua in maniera ossessiva e patetica la sua campagna social contro l’Amministrazione, colpevole di aver intercettato i finanziamenti del Pnrr per la costruzione di tre nuovi edifici scolastici (Cicalesi, Fiano e Piedimonte). La critica, in sintesi, è questa: quei soldi vengono da Roma, dal Governo Meloni e non dal Comune, quindi il Sindaco non può intestarseli. E così, in un corto circuito logico più che politico, tre scuole ricostruite ex novo, invece di essere un risultato di cui essere tutti orgogliosi, diventano un argomento per un attacco politico.
Indipendentemente da qualsiasi valutazione politica sull’operato dell’amministrazione, la trovo una polemica veramente incomprensibile.
Volendo entrare nel merito, bisognerebbe ricordare, a chi pur è stato amministratore di questa città, che il Pnrr, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è il programma europeo attraverso cui l’Italia ha ricevuto circa centinaia di miliardi di euro per finanziare investimenti in infrastrutture, istruzione, transizione ecologica e digitale.
Quei soldi non sono un regalo: sono debito. Debito contratto dall’Italia, garantito da tutti i cittadini italiani, da rimborsare nei prossimi decenni. Li pagheranno i figli di chi vota FdI esattamente come i figli di chi vota PD.
Non esistono soldi del governo Meloni, non esistono soldi del governo Draghi che li ha costruiti nel 2021: esistono soldi degli italiani, anticipati dall’Europa, da restituire con gli interessi.
Detto questo, i fondi del Pnrr non piovono automaticamente sui Comuni. Non esiste un meccanismo per cui Giorgia vostra decide chi costruisce le scuole e le costruisce al posto tuo. Esistono bandi, procedure, requisiti tecnici, progetti esecutivi da presentare, tempistiche stringenti da rispettare. Intercettare quei fondi richiede una struttura tecnica capace, un ufficio che sa come si scrive un progetto ammissibile, un’amministrazione che monitora le opportunità e le coglie quando si aprono.
Un Comune che non si attrezza, che non ha capacità progettuale, che arriva in ritardo o presenta documentazione insufficiente, quei fondi non li vede. Rimangono sulla carta, o finiscono altrove, in altri Comuni più reattivi. Cosa che è capitata in questi ultimi mesi.
Tre scuole nuove costruite da zero. Non ristrutturate, non riadattate: costruite da zero. In un territorio, quello del Sud, che sulla qualità dell’edilizia scolastica ha accumulato un ritardo strutturale di decenni, è un risultato concreto e, per questo, eccezionale.
Che il finanziamento arrivi dal Pnrr non è un’attenuante per il Comune: è il contesto dentro cui il Comune ha saputo operare. Il merito di aver intercettato quelle risorse, di aver predisposto i progetti, di aver seguito l’iter fino all’assegnazione, appartiene a chi quel lavoro lo ha fatto.
Dire il contrario è come sostenere che un medico che salva un paziente non abbia alcun merito, perché i farmaci li ha prodotti qualcun altro. Rivendicare, come fanno i fratelli e le sorelle di Giorgia, una paternità politica su fondi che appartengono a tutti i cittadini italiani è esattamente il tipo di comunicazione che la gente, giustamente, non sopporta più. Da qualunque parte provenga.
Nocera ha bisogno di un’opposizione seria e matura, che controlli, che verifichi, che proponga alternative credibili. Non di una che sembra quasi dispiacersi quando arrivano le scuole nuove, finanziate con i soldi di tutti gli italiani e che saranno frequentate dai figli di tutti i nocerini.



