Ci hanno provato. In silenzio, durante la notte. Hanno infilato un emendamento nella Manovra per riaprire il condono edilizio del 2003. Nemmeno questa volta ci sono riusciti, hanno preso due schiaffi in meno di un mese e cantano pure vittoria.
Non era un dettaglio tecnico. Era una scelta politica precisa. E soprattutto era una promessa elettorale, sbandierata in piena campagna per le Regionali in Campania da Edmondo Cirielli.
Una promessa semplice, populista, apparentemente “vicina al popolo”. Peccato che dietro ci fosse la solita logica: sanare gli abusi, premiare chi ha costruito dove non poteva, scaricare i costi ambientali e sociali sulla collettività e, probabilmente, altro.
Il primo schiaffo è arrivato dalle urne (Cirielli ha perso sonoramente, mezzo milione di voti in meno del candidato del centro sinistra). Il secondo, più sonoro, è arrivato dal Parlamento. In commissione Bilancio al Senato, davanti alle proteste delle opposizioni, Fratelli d’Italia è stata costretta a ritirare l’emendamento. Al suo posto? Un innocuo ordine del giorno. Non vincolante. Non operativo.
Andrebbe ricordato a qualche parlamentare di Fdi che la differenza è sostanziale. Un emendamento cambia la legge, produce effetti immediati. Un ordine del giorno no: è una dichiarazione d’intenti, è un “poi vedremo”. Non obbliga il Governo a fare nulla, non riapre alcun condono.
La verità è più semplice e più scomoda. Questa destra non è nuova, non è diversa, non è “del popolo”. È la stessa di sempre. Da trent’anni governa così: grandi parole, bandiere identitarie, e poi favori mirati a pochi, ottenuti con il consenso di molti. Solo che, questa volta, per la seconda volta in un mese, non è andata come previsto. Fratelli … geniali !



